10/giu/2008

La Danza come sport

di Luisa Crippa

Ballerini si nasce, balllerini si diventa.

Tanti ragazzi competitori presenti nei palazzetti la domenica diventeranno campioni; molti abbandoneranno, ma quelli che con tenacia e talento continueranno sicuramente faranno parlare di se.


I meno giovani che passano dal semplice divertimento delle sale da ballo alle competizioni sportive, devono (ri)formare il corpo e la mente in un mix di elementi: allenamenti, preparazione, determinazione, studio e molto impegno saranno necessari per raggiungere risultati positivi.

La consapevolezza dei propri limiti psico-fisici è necessaria per definire nel tempo i propri obbettivi. Per emergere nelle competizioni occorre impegnarsi, allenarsi con serietà; la preparazione tecnica e l'affiatamento con il partner sono essenziali. Provare, riprovare e poi riprovare ancora per centinaia di volte le figure del programma, solo cosi i passi e il sincronismo si fonderanno in un unico movimento e la nostra concentrazione sarà rivolta solo al perfezionamento.
Agevolare il partner durante l'esecuzione delle figure è una di quelle nozioni fondamentali; pensate a due binari che corrono paralleli senza mai incontrarsi, sviluppare un coordinamento nei movimenti permetterà ai nostri corpi di muoversi all'unisono evitando di ostacolarsi.
Ogni movimento è energia che nella Danza viene trasmessa prevalentemente agli arti inferiori e qui si può capire come sia importante distribuire correttamente questa energia ai muscoli del piede e del polpaccio.
Il corretto appoggio, permetterà di mantenere l'equilibrio evitando di utilizzare il nostro partner come sostegno per recuperare il disallineamento corpo-pavimento.
L'energia prodotta è trasmessa anche al nostro compagno tramite i punti di contatto che possiamo sintetizzare in: sterno, mani di presa (destra della dama-sinistra dell'uomo) aggancio (avambraccio sinistro della dama-avambraccio destro dell'uomo) una pressione di spinta eccessiva o un movimento sbagliato, porterà ad un equilibrio precario che sarà assorbito dal nostro compagno, ma sicuramente comporterà un'esecuzione errata.

Per me e Stefano, scendere in pista è sempre un'emozione, se non ci fosse, usando un termine comune, sarebbe ora di appendere le scarpe al chiodo.

Semplici movimenti diventano nella loro essenzialità unici per precisione,eleganza,tecnica.

In tutti questi anni dedicati alla nostra passione, abbiamo capito che la cosa più importante è ballare per se stessi, al termine di una prestazione sentirsi appagati e soddisfatti dell'esecuzione ripaga delle ore passate in palestra e l'applauso del pubblico è una gratificazione immensa.

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